LA MEDIAZIONE E LE SUE FORME - familiare, penal-minorile, civil-commerciale

Estratto : "La mediazione familiare: la prospettiva sociologica"

Di Ivo Stefano Germano Professore Aggregato di “Sociologia della famiglia”
Università del Molise, Corso di Laurea in Scienze del Servizio Sociale
Professore Incaricato di “Sociologia della Famiglia”
Pontificia Università “Gregoriana”, Corso di Laurea in Scienze Sociali

 

L’approccio introduttivo alla prospettiva sociologica della mediazione familiare prende le mosse dallo studio sociologico della famiglia come intreccio di relazioni significative , alla luce dell’analisi delle ricadute sociali sul mutamento prodotto sulla famiglia, più in generale, sulle modalità tramite le quali la società individualizzata stia ridefinendo i confini e le prerogative della relazione di coppia .
Il mio intervento, di carattere generale, vuole fornire alcuni elementi fondamentali per riconoscere e gestire una relazione di mediazione , di fronte al variegato panorama di problematiche relazionali di coppia, familiari, intergenerazionali.
Ascoltare il disagio del sociale per affrontarlo in transizione, ogniqualvolta registriamo “la fine del patto (coniugale) sapendo di portare in salvo il legame medesimo” è, di tutta evidenza, una questione sociologica. Di più: riguarda lo stato della relazione, proprio mentre pare spezzarsi, se ed in quanto collegato alle funzioni della famiglia, vale a dire, sopravvivenza, cura, protezione e sostegno dei membri, regolamentazione del comportamento sessuale, socializzazione, collocazione sociale (status), ordine sociale, sostituizione dei membri.
La famiglia è “ordine significativo del mondo” in cui le persone trovano la loro identità e la loro posizione, nello spazio e nel tempo sociali, con riferimento particolare al gender e all’età, implicando tutte le dimensioni di vita. La famiglia sociologicamente esiste come individualità concreta nello stesso senso in cui l’essere umano esiste come persona: nesso unico di relazioni riferite/sostenute da un principio vitale (soggetto), come nesso unico di relazioni riferite da una pluralità di individui che sono fra loro connessi da legami affettivi-generativi in un’incessante morfogenesi, come espressione della natura stessa della società, in quanto rete di relazioni.Quel che conta è la sostanza sociologica delle relazioni:

[…] fenomeno originario (cioè unico, che non ha equivalenti), originario (che nasce cioè dalle relazioni intersoggettive prima che dalla conformità a strutture sociali impersonali, anche se deve fare i conti con quelle), «primordiale» (cioè che non può essere annullato da nessuna cultura artificiale), che rimane tale anche nella società dopo-moderna verso la quale ci stiamo avviando .

Ragionare di famiglia e mediazione significa interrogarsi se:
a) la famiglia possieda una sostanza sociale, tale da rinviare ad un modo peculiare di stare nella e di vivere la società;
b) la famiglia sia un’istituzione sociale, tale da presentare un assetto normativo coniugale .

Si tratta, pertanto, di affrontare il tema della mediazione in un mondo che non solo cambia, ma che...

 

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